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Cura della recessione gengivale: tutte le opzioni chirurgiche e non chirurgiche – Dr. Astolfi

Indice

Se i vostri denti sembrano più lunghi di prima, o risultano insolitamente sensibili alle bevande fredde, potreste essere alle prese con una recessione gengivale. Si tratta di un problema che preoccupa giustamente i pazienti: se non trattata, può portare a ipersensibilità dentale, carie radicolari, perdita ossea e, in ultima analisi, alla perdita dei denti. L’81,1% degli adulti è interessato da una recessione di almeno 1 mm. Eppure, nelle fasi iniziali, la recessione gengivale decorre spesso senza sintomi evidenti.

Sintomi e diagnosi della recessione gengivale

Le vostre gengive stanno davvero ritirandosi? I dentisti diagnosticano la recessione mediante una sonda parodontale. Questo strumento di precisione misura l’entità della recessione e la profondità delle tasche parodontali. Le tasche sane misurano tra 1 e 3 millimetri. In presenza di gengivite si raggiungono i 4 millimetri, e 5 mm o più in caso di malattia parodontale.

I sintomi più comuni della recessione gengivale includono:

  • Denti che appaiono più lunghi del solito
  • Maggiore sensibilità a cibi e bevande caldi, freddi o dolci
  • Una tacca o scanalatura percepibile con la lingua a livello del margine gengivale
  • Radici dentali esposte — più giallastre o più scure rispetto allo smalto
  • Gengive arrossate, gonfie o che sanguinano facilmente durante lo spazzolamento o il filo interdentale
  • Alito cattivo persistente (alitosi) che lo spazzolamento non riesce a risolvere
  • Denti mobili o spostati negli stadi più avanzati

Stadi della recessione gengivale

Infographic image illustrating the progressive stages of gum recession

La classificazione di Miller (1985) suddivide la recessione gengivale in quattro classi in base all’entità della perdita tissutale e ossea e al grado di copertura radiculare ottenibile dopo il trattamento. Le opzioni terapeutiche disponibili e i risultati realisticamente raggiungibili si riducono in modo significativo con il progredire della recessione.

Un sistema più recente, la classificazione di Cairo (RT1, RT2, RT3), è considerato più chiaro e maggiormente orientato al trattamento. Entrambi i sistemi sono oggi utilizzati nella pratica clinica, spesso in modo complementare.

Classe

Descrizione

Perdita ossea/tissutale

Prognosi di copertura radicolare

Classe I (Lieve)

La recessione non si estende fino alla giunzione mucogengivale

Nessuna nell’area interdentale

Copertura completa prevedibile

Classe II (Moderata)

La recessione raggiunge o supera la giunzione mucogengivale

Nessuna nell’area interdentale

Copertura completa prevedibile

Classe III (Grave)

La recessione raggiunge o supera la giunzione mucogengivale

Perdita ossea o tissutale interdentale presente

Copertura solo parziale ottenibile

Classe IV (Molto grave)

La recessione supera la giunzione mucogengivale

Grave perdita ossea e tissutale interdentale

Copertura radicolare non ottenibile

Perché le gengive si ritirano? Le 15 cause principali

Infographic image illustrating in detail the main causes of gum recession

La recessione gengivale è raramente dovuta a un fattore unico. Nella maggior parte dei pazienti è il risultato di una combinazione di fattori biologici, comportamentali e ambientali. Di seguito trovate tutte le cause riconosciute, ordinate per frequenza.

  1. La malattia parodontale (malattia delle gengive)
    La causa principale. Le infezioni batteriche delle gengive distruggono il tessuto gengivale e l’osso che sostiene i denti. La parodontite, la forma più avanzata della malattia gengivale, è una causa primaria di recessione.
  2. Lo spazzolamento troppo vigoroso
    La seconda causa più comune. Spazzolare i denti in modo troppo aggressivo o con una tecnica scorretta può logorare il tessuto gengivale, provocando recessione. L’uso di uno spazzolino a setole dure aggrava notevolmente questo fenomeno.
  3. La predisposizione genetica
    Gli studi indicano che fino al 30% della popolazione può essere geneticamente predisposta alla malattia gengivale, anche con un’igiene orale scrupolosa.
  4. Le variazioni ormonali
    Le fluttuazioni dei livelli di estrogeni nel corso della vita di una donna — durante la pubertà, la gravidanza e la menopausa — possono rendere le gengive più sensibili e vulnerabili alla recessione.
  5. Il tabacco
    Il fumo è il fattore di rischio più rilevante per la malattia parodontale. Fumare o masticare tabacco danneggia direttamente il tessuto gengivale, riduce l’afflusso di sangue alle gengive e compromette la risposta immunitaria dell’organismo alle infezioni.
  6. Il bruxismo (digrignamento dei denti)
    Le forze eccessive e ripetute esercitate sui denti sollecitano l’osso di supporto e il tessuto gengivale, accelerando la recessione nel tempo.
  7. Il malposizionamento dentale
    Quando i denti non si occludono correttamente, una pressione non uniforme si distribuisce lungo il margine gengivale, consumando il tessuto in punti specifici.
  8. Una scarsa igiene orale
    Lo spazzolamento e l’uso del filo interdentale insufficienti consentono alla placca di indurirsi in tartaro. Il tartaro può essere rimosso solo con una pulizia professionale. Una volta sotto il margine gengivale, alimenta un’infiammazione cronica e favorisce la recessione.
  9. I piercing al labbro o alla lingua
    I gioielli metallici che sfregano costantemente contro il tessuto gengivale provocano microtraumi localizzati e una perdita tissutale progressiva.
  10. Le protesi o i dispositivi odontoiatrici mal adattati
    Protesi, contenitori o corone mal posizionate che non si adattano correttamente possono esercitare pressione sul margine gengivale ed eroderlo nel tempo.
  11. Il diabete
    Le persone con diabete sono più soggette alle infezioni, compresa la malattia parodontale. La parodontite grave può rendere più difficile il controllo della glicemia, instaurando una relazione bidirezionale tra le due condizioni.
  12. Alcuni farmaci
    Alcuni medicinali — tra cui antipertensivi, anticonvulsivanti e immunosoppressori — possono provocare, come effetto collaterale, alterazioni gengivali quali iperplasia gengivale o maggiore suscettibilità alla recessione.
  13. Il trattamento ortodontico aggressivo
    Spostare i denti oltre i limiti dell’osso di supporto — in particolare con trattamenti ortodontici estesi — può assottigliare e far recedere il tessuto gengivale sulla superficie vestibolare (esterna) dei denti interessati.
  14. Le carenze nutrizionali
    Bassi livelli di vitamina C e vitamina D sono associati a un tessuto gengivale più fragile e a una risposta immunitaria ridotta, con conseguente maggiore vulnerabilità alle infezioni parodontali.
  15. L’invecchiamento
    Come processo biologico naturale, il tessuto gengivale si assottiglia e perde elasticità con l’età, rendendo la recessione più probabile anche in assenza di patologie.

La recessione gengivale può essere invertita?

Purtroppo, le gengive ritirate non ricrescono. Una volta perso, il tessuto gengivale non viene rigenerato spontaneamente dall’organismo. Ciò che la moderna odontoiatria può fare è arrestare la progressione della recessione, coprire chirurgicamente le radici esposte, ridurre la sensibilità e ripristinare una linea gengivale sana e protettiva.

Il momento in cui si agisce è determinante. La copertura radicolare completa è possibile nelle classi I e II, imprevedibile nella classe III e impossibile nella classe IV. Un paziente che aspetta finché i denti non si allentano e la perdita ossea è già avanzata si troverà di fronte a un insieme di opzioni molto più complesse, costose e con risultati decisamente più limitati.

Come arrestare la progressione della recessione gengivale

Infographic image illustrating the most effective treatments for gum recession in great medical detail

Il trattamento della recessione gengivale dipende dallo stadio di avanzamento, dalla causa e dalla quantità di tessuto residuo. Di seguito trovate tutte le opzioni disponibili — chirurgiche e non — organizzate dal Dr. Astolfi.

Trattare la recessione gengivale senza chirurgia (stadi 1 e 2)

Per le recessioni lievi o moderate, una serie di opzioni non chirurgiche può rallentare o arrestare la progressione e sostenere la salute gengivale.

  1. Scaling e levigatura radicolare (igiene professionale profonda)
    Durante questo trattamento, placca e tartaro vengono rimossi e la superficie radicolare esposta viene levigata, rendendo più difficile l’accumulo di batteri. A differenza di una pulizia standard, questa procedura si estende sotto il margine gengivale e richiede spesso anestesia locale.
  2. Gli antibiotici
    In abbinamento all’igiene profonda, antibiotici a rilascio locale — depositati direttamente nella tasca parodontale — possono ridurre la carica batterica e favorire la guarigione. Nei casi acuti possono essere prescritti anche antibiotici sistemici orali.
  3. Il bonding dentale
    Una resina del colore del dente può essere applicata sulle superfici radicolari esposte per ridurre la sensibilità e migliorare l’estetica. Non si tratta di un trattamento della recessione in sé, ma offre sollievo e protezione a breve termine.
  4. Il trattamento ortodontico
    Nei casi in cui la recessione è causata dal malposizionamento dentale, l’ortodonzia può riposizionare i denti all’interno dell’osso, redistribuire le pressioni e talvolta ridurre la recessione nel tempo.
  5. Indossare un bite notturno
    Per i pazienti la cui recessione è causata o aggravata dal bruxismo, un bite notturno personalizzato redistribuisce le forze occlusali, proteggendo sia i denti che il tessuto gengivale.
  6. Usare uno spazzolino a setole morbide
    Cambiare spazzolino è uno dei gesti più semplici e più efficaci che possiate compiere. Utilizzate uno spazzolino a setole morbide o extra-morbide — manuale o elettrico — e tenetelo inclinato a 45 gradi rispetto al margine gengivale. Esercitate solo una leggera pressione, lasciando lavorare le setole.
  7. Scegliere il dentifricio giusto per le gengive ritirate
    Nessun dentifricio può ripristinare il tessuto gengivale perduto, ma la formulazione giusta protegge le radici esposte e controlla la sensibilità. Cercate questi ingredienti chiave:
  • Fluoruro stannoso
  • Nitrato di potassio
  • Idrossiapatite
  1. Scegliere il collutorio giusto per le gengive ritirate
    Scegliete un collutorio antibatterico o antisettico senza alcol. I collutori alcolici possono seccare i tessuti orali, aggravando le irritazioni. Ingredienti da ricercare:
  • Clorexidina (su prescrizione medica)
  • Cloruro di cetilpiridinio (CPC)
  • Collutori al fluoruro stannoso
  • Collutori prebiotici contenenti xilitolo o inulina
  1. Rimedi naturali casalinghi
    Nessun rimedio naturale può sostituire il trattamento professionale quando la recessione ha già causato esposizione radicolare, perdita ossea o sensibilità persistente. Detto questo, tutti gli approcci elencati di seguito hanno un supporto scientifico e vengono ampiamente utilizzati come complemento alle cure professionali:
  • Sciacqui con acqua salata
  • Oil pulling
  • Gel di aloe vera
  • Tè verde
  • Gel di curcuma (curcumina)
  • Vitamina C
  • Vitamina D
  • Acidi grassi omega-3
  • Sciacqui con acqua ossigenata (diluita)
  • Olio essenziale di tea tree

Chirurgia per la recessione gengivale (stadi 2–4)

L’intervento chirurgico per la recessione gengivale viene eseguito quando la recessione è moderata o grave, quando c’è una significativa esposizione radicolare, o quando le terapie non chirurgiche non sono state sufficienti ad arrestare la progressione.

  1. Il trapianto di tessuto connettivo (TTC)
    Durante questa procedura, viene inciso un lembo nel palato, il tessuto sottostante viene prelevato e suturato intorno alla radice esposta.
  2. Il trapianto gengivale libero (TGL)
    Simile al TTC, ma il tessuto viene prelevato direttamente dalla superficie del palato. Viene utilizzato quando l’obiettivo è aumentare lo spessore di un tessuto gengivale troppo sottile, piuttosto che coprire radici esposte.
  3. Il lembo spostato lateralmente (innesto peduncolato)
    Il tessuto viene prelevato dalla gengiva adiacente all’area di recessione, parzialmente inciso e spostato lateralmente a coprire la radice esposta.
  4. La tecnica del tunnel
    Il parodontologo crea un tunnel sotto il tessuto gengivale e vi inserisce un trapianto di tessuto connettivo senza sollevare un ampio lembo.
  5. La rigenerazione tissutale guidata (RTG)
    Queste tecniche prevedono l’applicazione di un materiale rigenerativo — una membrana, una proteina stimolante o un innesto osseo — per incentivare la naturale capacità dell’organismo di rigenerare osso e tessuto.
  6. La chirurgia a lembo
    Il parodontologo incide un lembo nella gengiva e lo ribalta per pulire la superficie sottostante, prima di suturare nuovamente il tessuto gengivale.
  7. La terapia laser LANAP
    Un’alternativa laser di nuova generazione, approvata dalle autorità sanitarie competenti, alla tradizionale chirurgia a lembo. Il laser agisce selettivamente sul tessuto gengivale malato e distrugge i batteri nelle tasche profonde, senza bisogno di bisturi.
  8. La tecnica Pinhole (PST™)
    Un approccio innovativo. Il parodontologo pratica un piccolo foro nella gengiva e utilizza strumenti specializzati per allentare delicatamente il tessuto e riposizionarlo sulle radici esposte. Di norma non sono necessarie suture.

Quanto tempo richiede il recupero dopo un innesto gengivale?

In media, la guarigione dopo un innesto gengivale richiede una o due settimane. Se sono state trattate più aree contemporaneamente, il recupero potrebbe richiedere qualche giorno in più. La maggior parte dei pazienti può tornare al lavoro o alle proprie attività quotidiane entro uno o due giorni. Durante la prima settimana è opportuno evitare sforzi fisici intensi, seguire una dieta morbida e rispettare scrupolosamente le indicazioni postoperatorie del parodontologo.

Cosa succede se la recessione gengivale non viene trattata?

Ignorare la recessione gengivale la peggiora — e le conseguenze vanno ben oltre la salute orale.

In bocca:

  • Aumento dell’ipersensibilità dentale
  • Carie radicolari
  • Approfondimento delle tasche parodontali
  • Perdita dell’osso alveolare
  • Mobilità dentale e perdita dei denti

Nel resto del corpo:
I batteri responsabili della malattia parodontale non rimangono confinati al cavo orale. Entrano nel flusso sanguigno attraverso il tessuto gengivale infiammato e innescano una risposta infiammatoria sistemica in tutto l’organismo. Le evidenze scientifiche sono inequivocabili:

  • Le persone con malattia parodontale grave hanno un rischio quasi doppio di sviluppare malattie cardiovascolari.
  • Secondo uno studio della Harvard Medical School, le persone affette da malattia delle gengive hanno un rischio da due a tre volte superiore di andare incontro a infarto, ictus o altri eventi cardiovascolari gravi.
  • Ulteriori correlazioni riguardano il diabete (la malattia parodontale peggiora il controllo glicemico e viceversa), le malattie respiratorie (i batteri inalati dalla bocca possono causare polmonite e BPCO) e le complicanze ostetriche (parto prematuro e basso peso alla nascita).
  • Ricerche emergenti collegano la malattia parodontale al declino cognitivo e all’artrite reumatoide.

I metodi migliori per prevenire la recessione gengivale

La prevenzione è sempre preferibile alla cura — e la maggior parte delle cause della recessione gengivale è modificabile. Seguite costantemente queste abitudini basate sull’evidenza scientifica:

  • Spazzolare i denti correttamente, senza premere con forza
  • Usare il filo interdentale o gli scovolini ogni giorno
  • Utilizzare un collutorio antibatterico senza alcol
  • Sottoporsi a igiene orale professionale ogni 6 mesi (ogni 3–4 mesi in caso di precedenti parodontali)
  • Smettere di fumare
  • Indossare un bite notturno in caso di bruxismo
  • Tenere sotto controllo il diabete e le altre patologie sistemiche
  • Seguire una dieta ricca di vitamina C, vitamina D, calcio e omega-3
  • Correggere le malocclusioni dentali
  • Evitare piercing al labbro o alla lingua
  • Conoscere la propria anamnesi familiare in merito alle malattie gengivali

Quando è il momento giusto per consultare un parodontologo?

Un parodontologo come il Dr. Astolfi è uno specialista odontoiatra con tre anni aggiuntivi di formazione post-universitaria dedicati alla prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie gengivali e all’implantologia.

Prenota una visita parodontale senza indugio se noti uno dei seguenti segnali:

  • I tuoi denti sembrano visibilmente più lunghi di prima
  • Senti una tacca al margine gengivale passando la lingua sui denti
  • Avverti sensibilità al caldo, al freddo o al dolce che prima non c’era
  • Le gengive sanguinano regolarmente durante lo spazzolamento o l’uso del filo
  • Hai alito cattivo persistente che non migliora con lo spazzolamento
  • Un dente ti sembra mosso o si è spostato di posizione
  • Ti è già stata diagnosticata una gengivite o una parodontite
  • Le malattie gengivali sono presenti in famiglia e non hai mai effettuato una visita parodontale

Parodontologo online per la recessione gengivale: Dr. Astolfi

Non sai da dove cominciare? Il Dr. Astolfi offre una consulenza online gratuita per i pazienti preoccupati per la propria recessione gengivale. Condividi i tuoi sintomi, fotografie o domande da dove vuoi — e ricevi una guida personalizzata ed esperta sul passo successivo da compiere.

Domande frequenti

Le gengive ritirate possono ricrescere?

No. Il tessuto gengivale perduto non si rigenera spontaneamente. Tuttavia, trattamenti chirurgici come il trapianto di tessuto connettivo o la tecnica Pinhole possono ripristinare la copertura gengivale e arrestare efficacemente ulteriori recessioni.

Non è possibile invertire la recessione a domicilio. Si può però evitarne il peggioramento: passate a uno spazzolino a setole morbide, usate un dentifricio al fluoruro stannoso, sciacquate con un collutorio senza alcol e consultate al più presto un parodontologo.

Usate due volte al giorno un dentifricio desensibilizzante a base di nitrato di potassio o fluoruro stannoso. Il vostro dentista può anche applicare vernice al fluoro o bonding dentale sulle radici esposte per un sollievo più rapido e duraturo.

Classe I di Miller: una recessione che non si estende oltre la giunzione mucogengivale, senza perdita ossea. Le radici dentali sono leggermente esposte. È lo stadio più trattabile — la copertura radicolare completa è prevedibile con il trattamento appropriato.

Non immediatamente, ma una recessione non trattata può portare alla perdita dei denti. Man mano che il tessuto gengivale e l’osso di supporto vengono distrutti dalla progressione della malattia parodontale, i denti perdono il loro ancoraggio, diventano mobili e possono alla fine andare perduti.

Sì, ma i batteri responsabili della parodontite possono trasmettersi attraverso la saliva. Gli studi dimostrano che i partner di persone con malattia gengivale attiva presentano più frequentemente gli stessi ceppi batterici. Entrambi i partner dovrebbero sottoporsi a una valutazione parodontale.

Non fare nulla. A seguire: fumo, spazzolamento aggressivo, malattia gengivale non trattata e scarsa igiene orale. Ognuno di questi fattori accelera la perdita di tessuto e osso, riduce le opzioni terapeutiche e aumenta il rischio di perdita dei denti.

Classe IV di Miller: lo stadio più grave, con perdita estesa di osso e tessuto molle e denti generalmente mobili. La copertura radicolare non è più ottenibile in questo stadio. Il trattamento si concentra sulla stabilizzazione e sulla prevenzione di ulteriori danni.

Denti che appaiono più lunghi, una tacca percepibile al margine gengivale e una maggiore sensibilità al freddo o al dolce sono i segnali più precoci. Molti pazienti non ne avvertono alcuno — ecco perché i controlli parodontali regolari sono fondamentali.

La recessione può iniziare già a 10 anni, ma è più comune negli adulti over 40. È un problema diffuso in questa fascia d’età, sebbene possa comparire anche durante l’adolescenza. Il rischio aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età.

È raramente troppo tardi per arrestarne la progressione, ma i risultati dipendono dallo stadio. Le classi III e IV non consentono una copertura radicolare completa. Prima si interviene, migliore è la prognosi.

Il più indicato è un dentifricio contenente fluoruro stannoso o nitrato di potassio — come Sensodyne Sensitivity & Gum o Parodontax. Queste formule riducono la sensibilità, combattono i batteri e proteggono le superfici radicolari esposte da ulteriori danni.

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