La scala colore denti VITA aiuta dentisti e pazienti a individuare la tonalità attuale, a monitorare uno sbiancamento e a scegliere il colore denti per bonding, sbiancamento, faccette e corone. Forse desideri un tocco discreto, che sembri perfettamente naturale: i tuoi denti potrebbero essere un A2 cremoso o un C1 freddo. Oppure punti a un sorriso decisamente più luminoso, e allora la scelta cade su un B1 brillante.
Il colore giusto dipende da molti fattori, incarnato compreso. Ma il punto forse più importante è un altro: il segreto di un risultato perfetto sta nel laboratorio che realizza la protesi, molto più che nel dentista che la applica.
Decifriamo insieme la scala colori denti VITA e passiamo in rassegna tutte le tonalità di bianco, con le informazioni da addetti ai lavori che fanno davvero la differenza.
Che cos’è la scala colori VITA?

La scala VITA classical A1–D4® è la tabella colori denti più conosciuta al mondo. Raccoglie campioni a forma di dente che rappresentano 16 colori dentali naturali, suddivisi in quattro grandi famiglie cromatiche.
I dentisti confrontano questi campioni con i denti naturali per due motivi principali:
- Individuare la tonalità di partenza
- Scegliere il colore di un restauro
Famiglia cromatica | Sottotono generale | Impressione visiva |
A | Rosso-marrone | Calda, cremosa, avorio |
B | Rosso-giallo | Calda e spesso più luminosa |
C | Grigio | Più fredda e più spenta |
D | Rosso-grigio | Un mix di toni caldi e freddi |
All’interno della stessa famiglia, i numeri più bassi indicano le tonalità più chiare: A1 è più chiaro di A3. Le famiglie A, B, C e D hanno però sottotoni diversi. La scala non è quindi una semplice progressione dal bianco allo scuro.
Nota importante: schermi, fotocamere, illuminazione dell’ambiente, rossetto e colori circostanti alterano tutti il modo in cui appare la colorazione denti. Una tabella online ti aiuta a capire le categorie, ma non può individuare in modo affidabile la tua tonalità clinica esatta.
Come si legge la scala colore denti

Ogni codice della scala VITA contiene tre informazioni:
- La tinta è la lettera. Indica la famiglia cromatica: A per rosso-marrone, B per rosso-giallo e così via. A1 e A4 sono in linea di principio lo stesso colore: uno è semplicemente molto più concentrato dell’altro.
- Il croma è il numero. Descrive quanto quella tinta sia satura e intensa. A1 è la versione più pallida e diluita del sottotono rosso-marrone; A4 è la stessa tinta a piena forza.
- Il valore è la luminosità, la caratteristica che i pazienti notano davvero. Procede in senso opposto al croma: più sale il numero all’interno di una famiglia, più cala la luminosità.
La tabella colori denti completa, ordinata per luminosità

Posizione | Tonalità | Famiglia | Livello di croma | Luminosità |
1 | B1 | Rosso-giallo | Il più basso della famiglia | La più luminosa delle 16 |
2 | A1 | Rosso-marrone | Il più basso della famiglia | Molto luminosa |
3 | B2 | Rosso-giallo | Secondo livello | Luminosa |
4 | D2 | Rosso-grigio | Il più basso della famiglia | Luminosa |
5 | A2 | Rosso-marrone | Secondo livello | Fascia medio-alta |
6 | C1 | Grigio | Il più basso della famiglia | Fascia media |
7 | C2 | Grigio | Secondo livello | Fascia media |
8 | D4 | Rosso-grigio | Il più alto della famiglia | Fascia media |
9 | A3 | Rosso-marrone | Terzo livello | Fascia medio-bassa |
10 | D3 | Rosso-grigio | Secondo livello | Fascia medio-bassa |
11 | B3 | Rosso-giallo | Terzo livello | Fascia medio-bassa |
12 | A3,5 | Rosso-marrone | Quarto livello | Scura |
13 | B4 | Rosso-giallo | Il più alto della famiglia | Scura |
14 | C3 | Grigio | Terzo livello | Scura |
15 | A4 | Rosso-marrone | Il più alto della famiglia | Molto scura |
16 | C4 | Grigio | Il più alto della famiglia | La più scura delle 16 |
Colore denti A1

A1 è una delle tonalità più richieste per le faccette. È il campione più chiaro della famiglia rosso-marrone e il secondo più luminoso dell’intera scala. Si legge come un avorio pulito, perché il calore è ancora presente ma molto diluito. È ideale per chi desidera un risultato luminoso che continui però a sembrare smalto naturale.
La tonalità A1 rispetto al resto della famiglia A
Se i tuoi denti naturali rientrano già nella famiglia A, salire ad A1 risulta di solito più naturale rispetto a un salto verso B1 o C1. Restare nella stessa tinta fa percepire il cambiamento come maggiore luminosità e non come cambio di colore.
Colore denti A2
A2 è un tono medio caldo e credibile, una delle due tonalità più spesso registrate come punto di partenza nei pazienti adulti. La colorazione denti A2 è la scelta ideale quando bisogna inserire una singola corona, faccetta o otturazione in composito in un sorriso non trattato. Dato che moltissimi adulti si collocano su A2 o nelle vicinanze, è spesso l’opzione più sicura per un restauro.
Colore denti A3
A3 viene spesso indicata come la tonalità naturale più diffusa negli adulti. Serve soprattutto come riferimento iniziale, non come obiettivo. Se il dentista registra A3 prima di uno sbiancamento, la discussione riguarda di solito quanto in alto il trattamento possa realisticamente spostarsi all’interno della famiglia A.
Colore denti A1, A2 o A3: come orientarsi
È il confronto più frequente in studio, perché la maggior parte degli adulti si colloca tra A2 e A3. A2 è più luminosa di un gradino, A3 più satura e più calda, mentre A1 rappresenta il vertice naturale della famiglia. Per un restauro singolo si riproduce la tonalità esistente; per un progetto estetico completo A3 diventa il punto di partenza e A2, o A1, l’obiettivo realistico.
Colore denti A3,5
A3,5 è stata aggiunta per colmare un vuoto in cui i pazienti finivano di continuo, quello tra A3 e A4: una buona dimostrazione del fatto che la scala è cresciuta per osservazione più che a tavolino. Si usa soprattutto per abbinare restauri a denti con calore evidente, spesso dopo i 40 anni, quando la dentina si è ispessita e lo smalto assottigliato.
Colore denti A4
A4 è il rosso-marrone più saturo della scala e la seconda tonalità più scura in assoluto. Serve a riprodurre dentature naturali fortemente discromiche, in particolare nel restauro di un singolo dente quando il resto della bocca non viene trattato. Raramente viene scelta come obiettivo estetico.
Colore denti B1

B1 è la tonalità più luminosa della scala classica e il riferimento che quasi tutti hanno in mente quando chiedono denti « bianchi » senza voler apparire artificiali. È indicata per chi ha una tonalità naturale che tende al giallo anziché al grigio o al marrone. È un obiettivo comune per faccette e corone quando si desidera un sorriso chiaramente luminoso.
Colore denti B2
B2 è calda, luminosa e in termini di luminosità si colloca sopra A2, nonostante il numero identico. È adatta a chi ha uno smalto naturalmente giallastro e vuole guadagnare luce senza cambiare tinta. In sostanza, è la tonalità di chi cerca un risultato coerente con la propria età e non un effetto « appena fatto ».
Colore denti B3
La tonalità B3 serve ad abbinare restauri a dentature nettamente gialle. Compare nella presa del colore più spesso di quanto la sua luminosità farebbe pensare, perché le discromie a dominante gialla sono molto comuni.
Colore denti B4
Usata quasi esclusivamente a scopo di abbinamento. B4 è un giallo profondo e saturo, mai scelto come obiettivo estetico.
Colore denti A1 o B1: quale scegliere?

È il confronto di tonalità su cui i pazienti fanno più domande. B1 è il campione più luminoso della scala e occupa la prima posizione, A1 la seconda. La distanza tra le due è minima e, nella maggior parte delle condizioni di luce, nessuno saprebbe distinguerle.
Affiancate, la differenza è di temperatura: B1 tende al rosso-giallo, A1 al rosso-marrone. La scelta si gioca di solito su tre elementi:
- La tua tinta attuale: se i denti naturali appartengono alla famiglia A, A1 risulterà probabilmente più convincente.
- Quanta parte del sorriso viene trattata: quando si restaurano solo uno o due denti, rispettare la famiglia cromatica conta molto più che massimizzare la luminosità.
- Un eventuale sbiancamento futuro: composito e ceramica non reagiscono allo sbiancamento. Se i denti naturali attorno a un restauro vanno schiariti, lo sbiancamento deve venire prima.
A1 | B1 | |
Tinta | Rosso-marrone | Rosso-giallo |
Posizione per luminosità | 2 su 16 | 1 su 16 |
Carattere visivo | Avorio caldo e morbido | Luminosa e nitida, tendenza fredda |
Scelta di solito da | Pazienti con denti naturali caldi che vogliono più luce senza artifici | Pazienti che vogliono il risultato più luminoso restando nel naturale |
Errore frequente | Può virare al beige accanto a pelle o denti molto freddi | Può apparire piatta se il ceramista non costruisce la traslucenza |
Colore denti C1

C1 è la più chiara della famiglia grigia e si comporta in modo molto diverso da A1 o B1, pur avendo anch’essa un « 1 ». La sua luminosità la colloca in sesta posizione, a metà scala, perché la tinta grigia assorbe più luce rispetto alle famiglie calde.
È indicata per chi ha denti naturali che appaiono freddi o leggermente traslucidi anziché gialli. È un gruppo reale e spesso trascurato: se a una persona con smalto davvero grigiastro si applica un restauro caldo della famiglia A, la discrepanza salta subito all’occhio sul margine.
Colore denti C2
Serve ad abbinare dentature più fredde con luminosità intermedia. C2 risulta tra le tonalità più selezionate nelle rilevazioni cliniche sulle corone, segno che corrisponde a una popolazione reale e non a un campione di riempimento.
Colore denti C3
Serve ad abbinare dentature più scure e fredde. Viene registrata spesso nei pazienti anziani, dove ingrigimento e assottigliamento dello smalto si combinano.
Colore denti C4
C4 è la tonalità più scura della scala classica e si usa solo per l’abbinamento. Un valore di partenza C4 significa di norma che il solo sbiancamento non darà un risultato soddisfacente: il discorso si sposta sulla ceramica.
Colore denti D2

La famiglia D parte da D2: nella scala classica il D1 non esiste. D2 è indicata per chi ha denti a metà tra le famiglie calde e fredde, senza giallo né grigio evidenti. È luminosa e davvero utile per questo gruppo intermedio.
Colore denti D3
Serve ad abbinare dentature dai toni misti con luminosità intermedia.
Colore denti D4
D4 è la stranezza della scala. Pur avendo il numero di croma più alto della sua famiglia, occupa l’ottava posizione per luminosità. In pratica, D4 è più chiara di D3. Si usa per l’abbinamento cromatico, non per l’estetica.
Quale colore dei denti si adatta al tuo incarnato?
L’occhio giudica il colore dei denti per contrasto con ciò che li circonda. La stessa tonalità appare più luminosa su una pelle scura e più spenta su una pelle molto chiara. La tabella riflette l’approccio dei clinici esperti, compresi i dentisti di One Life Dental. Usala per impostare un dialogo, non per scegliere un codice.
Incarnato | Come appaiono i denti | Tonalità più scelte |
Molto chiaro, sottotoni freddi o rosati | Contrasto basso, la luminosità si nota meno | B1, A1, talvolta BL4 |
Chiaro, sottotoni caldi o dorati | Il calore della pelle amplifica quello dei denti | A1, B1, B2 |
Olivastro o mediterraneo | Sottotoni verde-giallo contro denti caldi | A1, B1 e tonalità bleach più morbide |
Bruno medio | Contrasto da medio ad alto, le tonalità appaiono più chiare del campione | A1, B1, BL3, BL4 |
Bruno scuro o molto scuro | Contrasto elevato, l’effetto schiarente più marcato di tutti | B1, BL3, BL4 |
Rossetto e colore dei denti
Il rossetto è a diretto contatto con i denti ed è quindi il fattore singolo più forte nel modo in cui ne viene percepito il colore. L’effetto è puramente ottico.
Famiglia di rossetto | Sottotono | Effetto sul colore percepito |
Rosso a base blu | Freddo | Effetto schiarente massimo |
Bacca, prugna, lampone | Freddo | Forte effetto schiarente |
Rosa freddo, fucsia, magenta | Freddo | Effetto da moderato a forte |
Nude freddo, rosato o cenere | Da neutro a freddo | Lievemente favorevole |
Nude caldo, pesca, beige, caramello | Caldo | Fa apparire i denti più gialli |
Rosso arancio, corallo, mattone | Caldo | Fa apparire i denti più gialli |
Marrone, cioccolato | Caldo | Di solito sfavorevole |
Tonalità pallide, trasparenti o appena accennate | Indifferente | Da neutro a sfavorevole |
Scale colori per protesi e denti artificiali

I produttori di denti protesici forniscono scale dedicate, calibrate sulle proprie linee. VITAPAN usa il sistema classico da A1 a D4. Queste scale includono spesso strumenti assenti in quelle per denti naturali: la SR Vivodent S DCL di Ivoclar, per esempio, integra un misuratore facciale per la larghezza del naso, utile a scegliere la dimensione dei denti, e un papillametro per valutare la lunghezza del labbro superiore e la linea di chiusura labiale.
Alcuni aspetti ricorrono sempre:
- Con una protesi totale la tonalità è libera, non essendoci denti naturali da abbinare.
- La protesi parziale deve accordarsi ai denti rimasti, ed è il compito più difficile.
- I denti protesici non reagiscono affatto allo sbiancamento. Le macchie superficiali si rimuovono professionalmente, ma il colore di base resta fissato per sempre.
- Le tonalità bleach sono disponibili su alcune linee di denti in resina, ma non su tutti i materiali.
L’uso della scala colori denti in odontoiatria estetica

Una scala colori non è un menù di bianchi da ordinare. È uno strumento di misura e di comunicazione, e interviene in momenti distinti del trattamento. Vediamoli uno per uno.
1. Registrare il punto di partenza
Prima di tutto il dentista annota da dove si parte. Il rilevamento avviene con un campione, con fotografie o con uno spettrofotometro digitale come il VITA Easyshade, che misura il colore in modo strumentale.
Questa registrazione è il riferimento rispetto al quale si misura ogni cambiamento ed entra a far parte della cartella clinica.
2. Sbiancamento professionale
Lo sbiancamento non può garantire un codice preciso e non schiarisce otturazioni, bonding, corone o faccette. L’effetto visibile dura all’incirca da sei mesi a tre anni, a seconda di caffè, tè, tabacco, igiene orale e abitudini personali.
È indicato soprattutto per chi è soddisfatto della forma e della disposizione dei propri denti naturali ma desidera un colore più luminoso.
3. Bonding in composito
Il bonding usa una resina del colore del dente per mascherare discromie e migliorare piccole scheggiature, spazi stretti, bordi irregolari e denti che appaiono leggermente corti o irregolari.
Il composito viene prodotto nelle tonalità VITA, quindi la scala serve a selezionare direttamente la resina. Molti casi richiedono più di una tonalità, con uno strato dentinale più opaco sotto e uno smalteo più traslucido sopra. Il composito non reagisce allo sbiancamento: se sono previsti entrambi, lo sbiancamento viene prima e la tonalità del composito si sceglie dopo.
4. Faccette in composito
Le faccette in composito impiegano una resina simile a quella del bonding, ma il materiale copre una porzione maggiore della superficie visibile. Viene applicato direttamente sui denti a strati, quindi modellato, indurito e lucidato.
Il composito assorbe le macchie e perde lucentezza più rapidamente della ceramica: vanno messe in conto lucidature periodiche, manutenzione ed eventuale sostituzione. La durata dipende da materiale, tecnica, alimentazione, igiene orale, abitudini masticatorie e bruxismo.
5. Faccette in ceramica
Le faccette in ceramica sono sottili gusci incollati sulla superficie anteriore dei denti. Possono mascherare discromie che non rispondono allo sbiancamento e allo stesso tempo modificare forma, lunghezza, proporzioni e irregolarità.
6. Corone dentali
La corona ricopre l’intera porzione visibile di un dente preparato e può quindi cambiarne completamente colore e forma. È indicata quando un dente è molto indebolito, fratturato, usurato, ampiamente otturato o danneggiato dalla carie.
Le corone durano in genere dai cinque ai quindici anni, e alcune restano funzionali molto più a lungo.
7. Protesi, ponti e restauri su impianti
Vale tutto quanto detto per le corone, con una complicazione in più: questi restauri sostituiscono spesso più denti insieme e confinano con la gengiva. Esistono scale colori gengivali per i casi in cui una ceramica rosa o una flangia in resina debba fondersi con il tessuto naturale.
Comunicare con il laboratorio
Gran parte del risultato la decide l’odontotecnico, non il dentista. Il codice colore è il cuore della prescrizione che arriva in laboratorio, insieme al colore del moncone, alle fotografie e alle note su traslucenza, texture superficiale, alone incisale o macchioline bianche.
Uno studio che collabora con un buon ceramista, come il laboratorio ComfyDent di One Life Dental, e che invia documentazione dettagliata otterrà risultati migliori a parità di tonalità rispetto a uno studio che spedisce una prescrizione di una parola.
Sbiancamento, bonding, faccette o corone?
Trattamento | Effetto principale sul colore | Andamento tipico delle sedute | Durata approssimativa |
Sbiancamento professionale | Schiarisce i denti naturali | Una seduta in studio o un ciclo domiciliare guidato | Circa 6 mesi – 3 anni |
Bonding in composito | Copre discromie localizzate | Spesso una sola seduta | Circa 3-10 anni |
Faccette in composito | Coprono un’area visibile più ampia | Una o più sedute | Variabile, richiede manutenzione |
Faccette in ceramica | Mascherano il colore e cambiano la forma | Di norma almeno due sedute principali | Circa 10-15 anni |
Corone dentali | Ricoprono e restaurano il dente visibile | Di solito due sedute principali | Circa 5-15 anni |
Domande frequenti
Qual è il colore naturale di denti sani?
Denti sani possono essere avorio, cremosi, giallastri, bianco sporco o leggermente grigi. Il colore da solo non stabilisce se un dente sia sano.
B1 è più bianco di A1?
B1 è comunemente considerata una delle tonalità naturali tradizionali più luminose. Anche A1 è chiara, ma ha un sottotono diverso, leggermente più caldo.
Qual è la tonalità di dente più bianca possibile?
Le scale bleach dedicate contengono categorie più luminose di riferimenti naturali come B1. La tonalità più chiara, però, non è automaticamente la più naturale o la più adatta.
I denti gialli possono diventare bianchi?
Molti denti giallastri rispondono bene allo sbiancamento, soprattutto quando il colore è legato a macchie esterne o all’invecchiamento. Il risultato dipende dal carattere esterno o interno della discromia e dalla presenza di restauri.
Lo sbiancamento cambia il colore di corone o faccette?
No. I prodotti sbiancanti agiscono sulla struttura dentale naturale ma non schiariscono porcellana, ceramica o composito. I restauri esistenti possono richiedere lucidatura, riparazione o sostituzione se non risultano più abbinati.
Qual è il trattamento migliore per denti molto discromici?
Dipende dalla causa e dalle condizioni del dente. Lo sbiancamento può migliorare alcune discromie, mentre bonding o faccette mascherano quelle che non rispondono a sufficienza. La corona si valuta quando il dente necessita anche di un restauro strutturale.
Posso individuare la mia tonalità esatta con una tabella online?
Una tabella online spiega le famiglie cromatiche, ma non fornisce una corrispondenza clinica affidabile. Impostazioni dello schermo, fotocamere, illuminazione e colori circostanti alterano parecchio l’aspetto di una tonalità.
Riferimenti medici e professionali
- Scala colori VITA classical A1–D4® — VITA Zahnfabrik
- Presa del colore per restauri estetici indiretti — materiali formativi dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (AIOP)
- Studio comparativo dei metodi di presa del colore: valutazione visiva, fotocamera di smartphone e spettrofotometro VITA Easyshade — PMC
- Studio spettrofotometrico dei colori dentali naturali più frequenti nella popolazione spagnola — PMC
- Prevalenza, soddisfazione e preferenza delle tonalità dentali e correlazione con età, sesso e colore della pelle — PMC
- Colore dei denti e colore della pelle: studio trasversale descrittivo — PMC
- Scala colori A–D con tonalità bleach — Ivoclar Vivadent, Schaan
- Scala colori SR Vivodent S DCL — Ivoclar Vivadent, Schaan
- Tabella di conversione delle tonalità Portrait IPN — Dentsply Sirona
- Odontoiatria estetica: finalità, procedure e benefici — Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI)
- Bonding in composito: procedura, vantaggi e mantenimento — ANDI
- Faccette dentali: procedura, vantaggi e mantenimento — AIOP
- Corone dentali: tipologie, procedura e mantenimento — Commissione Albo Odontoiatri (CAO-FNOMCeO)
- Corone e faccette — informazioni per il paziente, Ministero della Salute