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Festsitzender Zahnersatz: Arten, Kosten und Ergebnisse

Bild eines festsitzenden Zahnersatzes auf beigem Marmor und dunklem Hintergrund

Index

89,2 %. È il tasso di sopravvivenza a 10 anni di un ponte convenzionale su denti naturali. 93,9 % per un ponte metallo-ceramica avvitato su impianti. Sono dati raccolti su decine di migliaia di pazienti seguiti clinicamente. Dicono due cose. Primo, che la protesi dentale fissa è una soluzione prevedibile. Secondo, che una protesi su dieci fallisce nell’arco di un decennio.

In questa guida analizziamo, sulla base dell’esperienza dei nostri medici, tutto ciò che serve sapere per garantirne la durata: tipi, materiali, prezzi, problemi e igiene.

I punti chiave dell’articolo in breve:

  • Solo la protesi su impianti sostituisce anche la radice e rallenta il riassorbimento osseo: il ponte tradizionale non lo frena
  • Sopravvivenza a 10 anni: 89,2 % (ponte convenzionale), 93,1 % (impianti che sostengono un ponte), 93,9 % (ponte metallo-ceramica su impianti) — Pjetursson et al., 2007 e 2012
  • La complicanza n. 1 non è la perdita dell’impianto ma la frattura del materiale estetico (13,5 % a 5 anni)
  • Prezzi in Italia 2026: corona 500–1.300 €, ponte a 3 elementi 1.200–2.500 €, arcata fissa su impianti 8.000–20.000 €
  • Il SSN non copre il manufatto protesico, ma il 19 % della spesa è detraibile 

Che cos’è una protesi dentale fissa?

impianti dentali all on 4 protesi fissa per l'arcata inferiore

Una protesi dentale fissa è un dispositivo medico cementato o avvitato in modo permanente su denti naturali o su impianti dentali. Solo l’odontoiatra può rimuoverla: non la togli né per mangiare, né per dormire, né per pulirla.

Questa differenza di ancoraggio cambia tutto sul piano biomeccanico: la protesi dentale fissa trasmette le forze masticatorie a radici o a viti in titanio, mai alla mucosa. È ciò che spiega una sensazione molto vicina al dente naturale, con la lingua che non deve riadattarsi alla fonazione e un’efficienza masticatoria vicina alla normalità.

Le sue tre funzioni cliniche:

  • Ripristinare la funzione masticatoria, ridistribuendo forze che altrimenti graverebbero sui denti sbagliati
  • Stabilizzare l’occlusione, cioè il modo in cui le arcate combaciano
  • Sostenere i tessuti molli, labbra e guance, il cui cedimento segna il volto

Si può avere una dentiera fissa senza impianti?

Overdenture su impianti: protesi dentale rimovibile con attacchi a pallina e modello in gesso con quattro impianti

Un’arcata completa realmente fissa richiede appoggi capaci di reggere il carico: denti naturali sani oppure impianti. Senza né gli uni né gli altri, nessuna protesi totale può essere cementata o avvitata in modo permanente.

Dietro l’espressione «dentiera fissa senza impianti» si nascondono in realtà tre soluzioni diverse, e solo una è davvero fissa (la prima):

  1. Il ponte completo su denti naturali residui: È una dentiera fissa, senza chirurgia. Nei pazienti molto edentuli questa configurazione è rara.
  2. La protesi mobile stabilizzata, spesso scambiata per fissa: Una protesi agganciata su due o quattro impianti.Non si muove durante la masticazione, ma resta rimovibile: la togli per l’igiene.
  3. La protesi mobile totale classica: Si regge per adesione, senza alcun ancoraggio. Non è fissa, e gli adesivi non la rendono tale.

Soluzione

Davvero fissa?

Servono impianti?

Condizione indispensabile

Ponte completo su denti naturali

No

Più denti pilastro sani e ben distribuiti

All-on-4 / All-on-6

Sì, 4–6

Volume osseo sufficiente alla TC cone beam

Protesi stabilizzata (a scatto)

No, mobile stabilizzata

Sì, 2–4

Cresta ossea utilizzabile

Protesi mobile totale

No

No

Nessuna

Protesi fissa o mobile: quale scegliere?

La protesi fissa vince su comfort e funzione; la mobile vince su prezzo e assenza di chirurgia. La protesi mobile appoggia sulla gengiva e comprime la cresta invece di stimolarla, il che accelera il riassorbimento osseo. Solo la soluzione implantare trasmette il carico all’osso e rallenta questo processo.

 

Protesi fissa

Protesi mobile

Comfort masticatorio

Elevato o molto elevato

Medio-basso

Estetica

Da molto buona a eccellente

Variabile

Preservazione dell’osso

Nulla su denti naturali, elevata su impianti

Nulla, accelera il riassorbimento

Manutenzione

Igiene interdentale rigorosa, in bocca

Pulizia fuori bocca, ribasature ogni 1–2 anni

Durata

10–15 anni, oltre 15 su impianti

5–10 anni

Quali sono i tipi di protesi dentale fissa?

Esistono cinque tipi di protesi dentale fissa, divisi in due famiglie a seconda del pilastro che li sostiene: il dente naturale o l’impianto in titanio. È questo criterio a determinare invasività, prezzo e destino del tuo osso.

La tabella qui sotto riassume l’intero panorama. Serve da mappa: ogni soluzione è approfondita subito dopo.

Tipo di protesi fissa

Pilastro

Denti sostituiti

Invasività

Durata

Prezzo Italia 2026

Corona singola

Dente naturale

1 (rivestito)

Bassa

10–15 anni

500–1.300 €

Ponte su denti naturali

2 denti adiacenti

1–4

Media

10–15 anni

1.200–2.500 €

Corona su impianto

1 impianto

1

Alta

Oltre 15 anni

1.200–3.000 €

Ponte su impianti

2–3 impianti

2–4

Alta

Oltre 15 anni

3.500–7.000 €

Arcata completa fissa (All-on-4/6, Toronto)

4–6 impianti

Arcata intera

Alta

15–25 anni

8.000–20.000 €

La corona singola

Corone dentali in ceramica, allineate su una superficie riflettente color beige e osservate da diverse angolazioni.

La corona dentale riveste interamente un dente danneggiato e gli restituisce forma, colore e resistenza. È la protesi fissa più diffusa e la meno costosa.

È indicata dopo devitalizzazione, frattura, o quando la struttura residua non regge più il carico masticatorio. Il suo rovescio è irreversibile: occorre limare il dente naturale per ricavarne il moncone. Questo gesto non si annulla.

Il ponte su impianti

Ponte dentale sugli impianti: protesi dentale fissa in ceramica avvitata su due impianti, su un modello su piatto.

Qui il supporto è creato da impianti avvitati nell’osso, senza toccare alcun dente naturale. La sopravvivenza degli impianti che sostengono un ponte è del 93,1 % a 10 anni, e sale al 93,9 % per i ponti metallo-ceramica su impianti.

Il vantaggio non è solo statistico ma biologico: l’impianto trasmette il carico all’osso e ne rallenta il riassorbimento. In cambio richiede un volume osseo sufficiente, verificato con TC cone beam, e un’osteointegrazione di 3–6 mesi.

La protesi dentale fissa totale

Immagine di una protessi dentale fissa totale su marmo

La protesi dentale fissa totale sostituisce un’arcata intera. È la soluzione più trasformativa e la più costosa. L’All-on-4 impiega quattro impianti, due dei quali inclinati, ed è indicato quando il volume osseo è ridotto. L’All-on-6 distribuisce le forze su sei impianti, con stabilità superiore, spesso preferito al mascellare superiore dove l’osso è meno denso. Il Toronto bridge, avvitato e in zirconia monolitica, offre la migliore resistenza all’usura e una stabilità cromatica che la resina su struttura metallica non raggiunge.

Protocollo

Impianti per arcata

Indicazione privilegiata

Prezzo Italia per arcata

All-on-4

4

Volume osseo ridotto, intervento minimo

8.000–15.000 €

All-on-6

6

Mascellare superiore, osso poco denso, bruxismo

10.000–20.000 €

Toronto bridge in zirconia

4–6

Massima esigenza estetica e di durata

12.000–20.000 €

Ponte fisso per denti: quando è la soluzione giusta?

Il ponte dentale fisso sostituisce uno o più denti mancanti appoggiandosi ai denti adiacenti, chiamati pilastri. È la soluzione giusta quando i denti adiacenti sono già compromessi o già incapsulati. Il ponte diventa allora un ottimo compromesso: nessuna chirurgia, poche settimane di attesa, costo contenuto.

Quando invece i denti vicini sono sani e integri, si limano due denti sani per sostituirne uno, e sotto l’elemento intermedio l’osso continua a riassorbirsi perché nulla lo stimola.

Situazione clinica

Ponte fisso

Impianto singolo

Denti adiacenti già ricostruiti

Prima scelta

Alternativa valida

Denti adiacenti sani e integri

Sconsigliato

Prima scelta

Osso insufficiente

Possibile senza innesto

Richiede rigenerazione ossea

Più di 3 elementi mancanti di fila

Affidabilità ridotta

Prima scelta

Tempi

2–4 settimane

3–6 mesi

Prezzo

1.200–2.500 €

1.200–3.000 €

Quanto costa una protesi dentale fissa?

Una protesi dentale fissa costa in Italia, nel 2026, da 500 € per una corona singola fino a 20.000 € per un’arcata completa avvitata su impianti. Due avvertenze. La prima: al Nord i listini sono mediamente del 20–30 % più alti rispetto al Sud, a parità di prestazione. La seconda: nessuno di questi importi è coperto dal SSN, perché il manufatto protesico è escluso dai LEA.

Prestazione

Prezzo medio Italia 2026

Unità

Corona metallo-ceramica

500–1.000 €

Per elemento

Corona in zirconia

600–1.200 €

Per elemento

Corona in disilicato di litio (e.max)

700–1.300 €

Per elemento

Ponte 3 elementi metallo-ceramica

1.200–1.800 €

Per ponte

Ponte 3 elementi in zirconia

1.500–2.500 €

Per ponte

Impianto + moncone + corona

1.200–3.000 €

Per dente completo

Ponte su 2 impianti (3 elementi)

3.500–7.000 €

Per ponte

Arcata completa fissa su impianti

8.000–20.000 €

Per arcata

Quanto costa una protesi fissa per l’arcata superiore?

Un’arcata superiore fissa su impianti costa in Italia tra 8.000 e 20.000 €, a seconda del protocollo e del materiale. Si tende a preferire l’All-on-6 all’All-on-4 per distribuire meglio le forze, e la probabilità di dover eseguire un rialzo del seno mascellare (700–1.800 € per lato) è nettamente più alta che in basso. Anche l’osteointegrazione è più lenta: 4–6 mesi sopra, contro 3–4 mesi sotto.

Costo di una dentiera fissa completa, sopra e sotto

Per una dentiera fissa completa su entrambe le arcate in Italia si va da 16.000 a 35.000 €. È il totale che compare più spesso nei preventivi di riabilitazione completa.

Riabilitazione fissa completa

Prezzo per arcata

Prezzo bocca completa

All-on-4, protesi in resina composita

8.000–11.000 €

16.000–22.000 €

All-on-4, protesi in zirconia

11.000–15.000 €

22.000–30.000 €

All-on-6, protesi in resina composita

10.000–14.000 €

20.000–28.000 €

All-on-6, protesi in zirconia

14.000–20.000 €

28.000–35.000 €

Dentiera fissa senza impianti: quanto costa nel 2026?

Il costo di una dentiera fissa senza impianti dipende interamente da quale soluzione si nasconda davvero dietro quel termine, e lo scarto va da 800 € a oltre 20.000 €.

Soluzione

Prezzo per arcata

Fissa?

Protesi mobile totale in resina

800–2.500 €

No

Ponte completo su denti naturali residui

3.000–8.000 €

Protesi stabilizzata su 2–4 impianti

3.500–8.000 €

No, stabilizzata

Arcata fissa su 4–6 impianti

8.000–20.000 €

I costi nascosti che non compaiono nel primo preventivo

Molti annunci pubblicizzano l’impianto a 500 €. Quel prezzo copre solo la vite in titanio.  Su una riabilitazione complessa, inoltre, gli atti preparatori aggiungono comunemente 1.500–4.500 € al preventivo iniziale. Da far quotare esplicitamente, voce per voce, prima di firmare:

  • Estrazioni: 80–250 € per dente, fino a 400 € per un dente incluso
  • TC cone beam (CBCT): 100–250 €, a volte inclusa nella prima visita
  • Innesto osseo: 500–1.500 € per sito
  • Rialzo del seno mascellare: 700–1.800 € per lato
  • Protesi provvisoria fissa: 400–1.800 € per arcata
  • Bite occlusale notturno: 250–500 €, spesso indispensabile in caso di bruxismo
  • Sedazione cosciente: 150–400 € a seduta; anestesia generale 600–1.200 €

La protesi dentale fissa è coperta dal SSN?

No. Il Servizio Sanitario Nazionale non copre il manufatto protesico, e quindi né corone, né ponti, né impianti. È una differenza sostanziale rispetto ad altri paesi europei, e conviene conoscerla prima di costruire un piano di spesa. I LEA prevedono assistenza odontoiatrica solo per due gruppi:

  • Età evolutiva (0–14 anni), per programmi di tutela della salute orale
  • Soggetti in condizione di vulnerabilità sanitaria o sociale, quest’ultima valutata dalle Regioni, di norma tramite ISEE

Anche per questi gruppi, però, la copertura riguarda visite, estrazioni, otturazioni, terapie canalari e l’applicazione di protesi rimovibili — con esplicita esclusione del manufatto protesico. A tutti gli altri cittadini il SSN garantisce la visita per la diagnosi precoce delle patologie del cavo orale e il trattamento delle urgenze.

Detrazione del 19 %: come funziona davvero

Le spese odontoiatriche danno diritto a una detrazione IRPEF del 19 % sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 €, calcolata sul totale delle spese sanitarie dell’anno. Rientrano visite, impianti, corone, ponti, protesi fisse e mobili, igiene professionale.

Il meccanismo, previsto dall’art. 15 del TUIR, è semplice: si sommano tutte le spese sanitarie sostenute nell’anno solare, si sottrae la franchigia, e sul residuo si applica il 19 %.

Spesa sostenuta

Base detraibile

Detrazione IRPEF

2.500 € (ponte su impianti)

2.370,89 €

450,47 €

8.000 € (All-on-4, un’arcata)

7.870,89 €

1.495,47 €

15.000 € (arcata superiore in zirconia)

14.870,89 €

2.825,47 €

25.000 € (bocca completa)

24.870,89 €

4.725,47 €

Tre condizioni non negoziabili per ottenerla:

  • Fattura intestata con il codice fiscale del paziente
  • Pagamento tracciabile — bonifico, carta, assegno. Il contante fa perdere il diritto alla detrazione presso studi privati non accreditati
  • Per i dispositivi, la fattura deve specificare che si tratta di un dispositivo medico con marcatura CE

Protesi dentale fissa: quali problemi e quali fastidi?

A cinque anni, il 33,6 % dei portatori di protesi fissa su impianti va incontro ad almeno una complicanza tecnica o biologica. La protesi sopravvive in oltre il 95 % dei casi, ma l’inconveniente è frequente.

Vale la pena distinguere due categorie: i fastidi dei primi giorni, fisiologici e transitori, e i problemi veri, che non passano da soli.

I fastidi normali dei primi giorni

Dopo la cementazione o l’avvitamento di una protesi fissa, alcune sensazioni sono attese e si risolvono in tempi brevi:

  • Sensibilità al caldo e al freddo per 1–3 settimane
  • Percezione di ingombro o di un morso «alto», che si normalizza con i ritocchi occlusali
  • Gengiva arrossata nei primi giorni
  • Lieve indolenzimento muscolare della mandibola
  • Difficoltà iniziale con l’igiene interdentale, finché il gesto non diventa automatico

I problemi reali e la loro frequenza

Queste sono le complicanze documentate, in ordine di frequenza a cinque anni:

  • Frattura del materiale di rivestimento: 13,5 %. La più comune.
  • Perimplantite e complicanze dei tessuti molli: 8,5 %. Infiammazione dell’osso attorno all’impianto, di origine batterica. Interamente legata a igiene e controlli.
  • Perdita dell’otturazione del pozzetto della vite: 5,4 %. Banale, si risolve in una seduta.
  • Svitamento del moncone o della vite: 5,3 %. Segnala spesso un sovraccarico occlusale non trattato.
  • Decementazione di una protesi cementata: 4,7 %. Richiede rimozione e ricementazione.
  • Frattura dell’impianto o della struttura: 0,5 %. Rara, ma l’esito più pesante.

Quando rivolgersi subito all’odontoiatra

Questi segnali non fanno parte dell’adattamento e vanno valutati entro pochi giorni:

  • Sanguinamento persistente sempre nello stesso punto
  • Dolore crescente invece che in diminuzione
  • Mobilità percepita della protesi o di un pilastro
  • Cattivo sapore o alito persistente localizzato in un’area precisa
  • Gonfiore o suppurazione, possibili segni di infezione

Quale materiale scegliere per una protesi fissa naturale e resistente?

La regola clinica che applichiamo in One Life Dental è una sola: massima traslucenza davanti, massima resistenza dietro. Disilicato di litio per i denti del sorriso, zirconia per i settori che incassano il carico, zirconia multistrato quando servono entrambe.

Un dente naturale è più opaco al colletto, dove domina la dentina, e progressivamente più traslucido verso il bordo incisale. Riprodurre questa sfumatura è il vero lavoro dell’odontotecnico.

Materiale

Estetica 

Resistenza

Durata

Indicazione

Disilicato di litio (e.max)

Eccellente 

Buona

10–15 anni

Corone e faccette anteriori

Zirconia multistrato

Molto buona

Molto elevata

Oltre 15 anni

Corone, ponti, arcate complete

Zirconia monolitica

Buona

Massima 

Oltre 15 anni

Settori posteriori, bruxismo

Metallo-ceramica

Media

Elevata

10–15 anni

Ponti estesi, budget contenuto

Resina composita

Discreta

Bassa

3–5 anni

Provvisori, protesi transitorie

  • La zirconia monolitica è fresata da un blocco unico
  • La metallo-ceramica resta affidabile ed economica
  • La resina composita non è un materiale definitivo

Quanto dura una protesi dentale fissa?

Una protesi dentale fissa dura in media 10–15 anni su denti naturali e 15–25 anni su impianti con una buona manutenzione. Non sono promesse commerciali: corrispondono ai tassi di sopravvivenza misurati clinicamente su coorti seguite per un decennio.

Lo scarto tra la fascia bassa e quella alta si gioca su sei fattori, quattro dei quali dipendono da te:

  • Precisione della realizzazione qualità del laboratorio
  • Igiene quotidiana, in particolareinterdentale
  • Stabilità ossea salute parodontale
  • Bruxismo e forze occlusali, daneutralizzare con un bite
  • Qualità del materiale dell’adattamento marginale
  • Controlli regolari, ogni 4–6 mesi

Tipo di protesi fissa

Durata media

Con manutenzione ottimale

Causa principale di sostituzione

Corona metallo-ceramica

10–15 anni

Oltre 15 anni

Carie del pilastro, recessione gengivale

Corona in zirconia

12–15 anni

20 anni

Frattura del pilastro sottostante

Ponte su denti naturali 

10–15 anni

Oltre 15 anni

Cedimento di un pilastro

Corona su impianto

Oltre 15 anni

20–25 anni

Perimplantite, svitamento

Arcata fissa su impianti

Oltre 15 anni

20–25 anni

Perimplantite, frattura protesica

Come avviene l’intervento?

Servono 2–4 settimane per una protesi fissa su denti naturali 3–6 mesi per una protesi su impianti, il tempo necessario all’osso per integrare le viti in titanio. In entrambi i casi non resti mai senza denti: una provvisoria fissa copre l’intervallo.

Il percorso si svolge sotto anestesia locale e non è doloroso. Si articola in cinque fasi:

  1. Valutazione clinica e TC cone beam (CBCT). Qui si decide la fattibilità: volume e densità ossea, stato parodontale, denti pilastro  Una panoramica non basta. Ogni parodontite attiva va trattata prima, senza eccezioni.
  2. Impronta digitale. Lo scanner intraorale ha sostituito la pasta da impronta nella quasi totalità dei casi e trasmette il file direttamente al laboratorio.
  3. Chirurgia implantare, se prevista. Inserimento degli impianti, con provvisoria fissa in giornata o entro 48 ore secondo il protocollo. Segue l’osteointegrazione: 3–4 mesi in mandibola, 4–6 mesi nel mascellare superiore.
  4. Prova estetica e funzionale. Validazione di forma, colore e occlusione prima della fresatura  È il momento di dire ciò che non convince: dopo, ogni modifica è costosa.
  5. Applicazione definitiva e controlli di adattamento. Cementazione o avvitamento, poi regolazioni occlusali. Un percorso serio include questi controlli nel prezzo.

Come mantenere una protesi fissa nel tempo?

Tutta l’igiene di una protesi dentale fissa si fa in bocca, e il punto critico è esattamente dove lo spazzolino non arriva: sotto l’elemento intermedio del ponte e a livello del colletto. È lì che la placca si organizza, e da lì partono sia la carie del pilastro sia la perimplantite.

La placca batterica non distingue tra dente naturale e protesi. Lo scarto tra dieci e vent’anni di durata si costruisce in tre minuti al giorno, ripetuti con costanza.

La routine da tenere:

  • Scovolini interdentali della misura giusta, quella che misura il tuoodontoiatra
  • Filo tipo superfloss, con l’estremità rigida per passaresotto i ponti
  • Idropulsore, particolarmenteefficace sulle arcate complete avvitate
  • Spazzolino a setole morbide, movimento delicato sul solco perimplantare
  • Igiene professionale ogni 4–6 mesi, con strumenti che non graffiano il titanio
  • Bite notturno in caso di bruxismo, unica misura che protegge davvero il materiale

I 5 errori che accorciano la vita di una protesi fissa

Sono frequenti, silenziosi, e costano anni di durata:

  • Trascurare l’igiene interdentale. Uno spazzolamento perfetto delle superfici visibili non protegge le zone che cedono. È l’errore n. 1, e di gran lunga.
  • Saltare i controlli. Una perimplantite iniziale non fa male e non si vede.
  • Ignorare il bruxismo. Un bite da 250–500 € evita una rifacitura da diverse migliaia.
  • Usare dentifrici molto abrasivi o sbiancamenti aggressivi. Creano micrograffi dove si annidano batteri e pigmenti, senza mai schiarire la 
  • Aspettare di fronte a un segnale d’allarme. Sono situazioni da risolvere in pochi giorni, non in pochi mesi.

Domande frequenti

Quanto costa una protesi dentale fissa?

Da 500 € per una corona singola a 20.000 € per un’arcata completa avvitata su impianti, in Italia nel 2026. Un ponte a tre elementi costa 1.200–2.500 €, un dente completo su impianto 1.200–3.000 €. Al Nord i listini sono mediamente del 20–30 % più alti. 

Solo se restano denti pilastro sani: in quel caso un ponte completo su denti naturali è realmente fisso (3.000–8.000 € per arcata). Senza denti pilastro, un’arcata totalmente fissa richiede impianti. Le protesi agganciate su 2–4 impianti non sono fisse ma stabilizzate. 

Da 16.000 a 35.000 € in Italia, secondo protocollo e materiale: 16.000–22.000 € per un All-on-4 in resina composita, fino a 28.000–35.000 € per un All-on-6 in zirconia su entrambe le arcate. 

Tra 8.000 e 20.000 €. Il mascellare superiore ha osso meno denso e confina con i seni mascellari: si preferisce spesso l’All-on-6 e la probabilità di un rialzo del seno — 700–1.800 € per lato — è più alta rispetto alla mandibola. 

10–15 anni su denti naturali, 15–25 anni su impianti con manutenzione ottimale. I tassi di sopravvivenza documentati a 10 anni sono dell’89,2 % per un ponte convenzionale e del 93,9 % per un ponte metallo-ceramica su impianti. 

A cinque anni il 33,6 % dei portatori ha almeno una complicanza. La più comune è la frattura del materiale di rivestimento (13,5 %), seguita da perimplantite e complicanze dei tessuti molli (8,5 %) e svitamento del moncone o della vite (5,3 %). Quasi tutte sono risolvibili se intercettate presto. 

Sensibilità termica e percezione di ingombro si risolvono in 1–3 settimane. Se il morso resta scomodo dopo due settimane serve un ritocco occlusale, che richiede pochi minuti in poltrona. Dolore crescente, sanguinamento persistente o mobilità non sono fastidi di adattamento e vanno valutati subito. 

Il ponte è la prima scelta quando i denti adiacenti sono già ricostruiti o compromessi. Se sono sani e integri, l’impianto è preferibile: evita di limarli e rallenta il riassorbimento osseo. Oltre i tre elementi, l’affidabilità del ponte si riduce sensibilmente. 

No. Il manufatto protesico è escluso dai LEA, anche per le categorie in condizione di vulnerabilità sanitaria o sociale. Corone, ponti e impianti restano interamente a carico del cittadino. 

No, gli interventi si eseguono in anestesia locale. Il decorso di una chirurgia implantare si gestisce con antidolorifici comuni per 48–72 ore. Per i pazienti ansiosi esiste la sedazione cosciente, 150–400 € a seduta.

Fonti e riferimenti

  • Pjetursson B.E. et al.,Comparison of survival and complication rates of tooth-supported and implant-supported fixed dental prostheses and single crowns, Clinical Oral Implants Research, 2007
  • Pjetursson B.E., Thoma D., Jung R., Zwahlen M., Zembic A.,A systematic review of the survival and complication rates of implant-supported fixed dental prostheses after a mean observation period of at least 5 years, Clinical Oral Implants Research, 2012
  • Ministero della Salute— DPCM 12 gennaio 2017: Livelli Essenziali di Assistenza, assistenza odontoiatrica e condizioni di vulnerabilità
  • Agenzia delle Entrate— art. 15 TUIR (DPR 917/1986), detrazione delle spese sanitarie e istruzioni al modello 730/2026
  • Istituto Superiore di Sanità (ISS)— raccomandazioni in materia di salute orale e riabilitazione protesica
  • FNOMCeO / CAO— albo degli odontoiatri e obblighi in materia di preventivo
  • Regolamento (UE) 2017/745— tracciabilità, codici identificativi e dichiarazione di conformità dei dispositivi medici su misura
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